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Mutuo con ipoteca sulla costruzione?

Nel 2009 ho acquistato un immobile in fase di costruzione (con lauto anticipo economico), ora che siamo quasi arrivati alla stipula dell’atto notarile è sorto un problema. La banca al quale mi sono rivolto per il mutuo non erogherà la somma fin quando non verrà svincolata l’ipoteca sull’immobile che sto acquisendo, che il costruttore ha ereditato dopo aver attivato un mutuo con un’altra banca. In questo modo perderei un’occasione vista la convenienza dei mutui della banca alla quale mi sono rivolto. E’ giusto che, a causa del costruttore inadempiente con lo svincolo della sua ipoteca, debba rinunciare al libero mercato finanziario e sia obbligato a trattare con la banca del costruttore, che chiaramente non avrà problemi a svincolare ciò che lei stessa ha vincolato?

Mutui 2012: Come evitare il peggio?

Se volete calcolare il preventivo per un prestito o un mutuo ecco il link

Per milioni di italiani il mutuo è il principale impegno finanziario della vita. Non stupisce affatto quindi come in questa fase turbolenta dei mercati le incertezze dei risparmiatori possano arrivare a sfiorare anche questo strumento, che dopotutto si lega indissolubimente al bene più importante a cura di Angelo Busani, Maximilian Cellino – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/zushv

No all'Assicurazione Mutui Obbligatoria dal 2012

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Dopo le numerose diatribe tra banche ed associazioni dei consumatori e l’intervento chiaro e deciso dell’Isvap, anche il governo Monti ha deciso di sanzionare quelle banche che, di fatto, impongono le proprie polizze assicurative sui mutui. L’esecutivo italiano ha bollato tale attività come pratica commerciale scorretta.
L’articolo 36 bis del cosiddetto decreto salva Italia definisce “pratica commerciale scorretta” il comportamento realizzato da una banca o altro ente finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obblighi il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla banca stessa.
Questo intervento normativo segue quello dell’Isvap che già da vari anni segnale le irregolarità che avvengono in questo delicato settore.
Chi ritiene di aver subito una pratica commerciale scorretta può chiamare il numero verde 800 166661 o segnalare il fatto per mezzo di posta ordinaria all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato o inviando un fax all’Ufficio protocollo 0685821256.

Dopo le numerose diatribe tra banche ed associazioni dei consumatori e l’intervento chiaro e deciso dell’Isvap, anche il governo Monti ha deciso di sanzionare quelle banche che, di fatto, impongono le proprie polizze assicurative sui mutui. L’esecutivo italiano ha bollato tale attività come pratica commerciale scorretta.L’articolo 36 bis del cosiddetto decreto salva Italia definisce “pratica commerciale scorretta” il comportamento realizzato da una banca o altro ente finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obblighi il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla banca stessa.
Questo intervento normativo segue quello dell’Isvap che già da vari anni segnale le irregolarità che avvengono in questo delicato settore.
Chi ritiene di aver subito una pratica commerciale scorretta può chiamare il numero verde 800 166661 o segnalare il fatto per mezzo di posta ordinaria all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato o inviando un fax all’Ufficio protocollo 0685821256.

Mutui per la casa

Mutuiperlacasa.com, è un sito internet che grazie ad un software collegato ad una piattaforma finanziaria aiuta l’utente a trovare il mutuo più conveniente.

Scegliere un mutuo su internet significa poter scegliere tra tantissime banche il prezzo più vantaggioso, e  Mutuiperlacasa.com mostra immediatamente le tipologie di tassi che l’utente può permettersi, in qualsiasi momento e in pochi click.

Mutuiperlacasa.com, Attraverso la piattaforma mutui integrata contenente le informazioni sui mutui della maggior parte delle banche operanti, è in grado di confrontare solo le migliori offerte di mutuo e di far conoscere subito tutti i costi e le condizioni in modo chiaro, trasparente e completo. Le offerte vengono mostrate a confronto, secondo una “graduatoria” di rata, sulla base del Tasso Annuo nominale (TAN).

Mutuiperlacasa.com permette di effettuare una richiesta di mutuo direttamente on line, in modo semplice e gratuito, senza doversi recare in Banca e senza nessun costo aggiuntivo.

Lo scenario dei mutui a fine 2011

Se volete calcolare il preventivo per un prestito o un mutuo ecco il link:

Le recenti modifiche dello scenario economico hanno frenato la tendenza al rialzo dei tassi che era cominciata qualche mese fa, e ha riportato i tassi d’interesse vicini ai minimi storici del 2010.
In settembre, ad esempio, i tassi fissi dei mutui sono calati di quasi l’1% e sono tornati vicino alla soglia del 4,00%.
Le migliori offerte di mutuo sono quindi una conveniente opportunità per:
chi sia interessato ad acquistare un immobile, finanziandosi a costi quanto mai contenuti e con maggiore tranquillità di rimborso;
chi ha già un mutuo in corso, con la possibilità di cambiarlo a costo zero e passare ad un mutuo più conveniente grazie alla surroga.
Ad esempio, anche un vecchio mutuo di vent’anni del 2001 al tasso fisso del 7,5% potrebbe essere sostituito con un nuovo mutuo di dieci anni al tasso fisso del 3,81%!
Tieni presente che in questo momento particolare di mercato non tutti gli istituti hanno offerte convenienti o erogano mutui facilmente.
Scegliere tra un gran numero di banche è indispensabile per individuare le migliori offerte ed evitare costi eccessivi o difficoltà di finanziamento.
Con Mutui Online puoi confrontare le offerte di oltre 40 primarie banche per il tuo mutuo, in modo chiaro, semplice ed immediato, con condizioni sempre aggiornate. Confronta i mutui
Esempio: Migliori tassi fissi per un mutuo di € 100.000, acquisto prima casa e surroga, valore immobile € 200.000. Impiegato, 35 anni, Milano.
Acquisto prima casa Surroga (Cambio mutuo a spese zero)

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DURATA Tasso
Fisso
Rata ISC
(Taeg)
DURATA Tasso
Fisso
Rata ISC
(Taeg)
10 anni 3,56% € 992 3,90% 10 anni 3,96% € 1011 4,07%
15 anni 3,91% € 736 4,20% 15 anni 4,26% € 753 4,37%
20 anni 4,12% € 613 4,33% 20 anni 4,52% € 634 4,64%
30 anni 4,24% €492 4,42% 30 anni 4,99% € 537 5,10%

Migliori offerte delle banche convenzionate rilevate su www.mutuionline.it il 26/09/2011.
Puoi richiedere un parere di fattibilità sul tuo mutuo direttamente online: otterrai una risposta in pochi giorni ed una consulenza personalizzata.
Trovi i nostri consulenti anche al Numero Verde 800.99.99.95: saranno lieti di aiutarti a trovare la soluzione di mutuo più conveniente e maggiormente adatta alle tue esigenze.
Ricorda che diverse banche propongono condizioni esclusive per i clienti Mutui Online ed offerte speciali a durata limitata.
Consulta oggi stesso il sito MutuiOnline per confrontare tutte le offerte e individuare quella che meglio risponde alle tue esigenze.
Ti ricordiamo che tutti i servizi MutuiOnline sono gratuiti.

Le recenti modifiche dello scenario economico hanno frenato la tendenza al rialzo dei tassi che era cominciata qualche mese fa, e ha riportato i tassi d’interesse vicini ai minimi storici del 2010.In settembre, ad esempio, i tassi fissi dei mutui sono calati di quasi l’1% e sono tornati vicino alla soglia del 4,00%.
Le migliori offerte di mutuo sono quindi una conveniente opportunità per:
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Tieni presente che in questo momento particolare di mercato non tutti gli istituti hanno offerte convenienti o erogano mutui facilmente. Scegliere tra un gran numero di banche è indispensabile per individuare le migliori offerte ed evitare costi eccessivi o difficoltà di finanziamento.
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BCC a Palermo: calcolo preventivo online rata mutuo e prestito

Ecco l’elenco delle filiali Banca BBC a Palermo con indirizzo, ABI e CAB. Se volete calcolare il preventivo per un prestito o un mutuo ecco il link

BCC g Toniolo di San Cataldo Scrl
Viale Regione Siciliana, 7275 – 90145 – Palermo (PA)
ABI 08952
CAB 04601

BCC Don Rizzo di Alcamo Scrl
Via E. De Amicis, 38 – 90143 – Palermo (PA)
ABI 08946
CAB 04601

BCC g Toniolo di San Cataldo Scrl
Piazza Unita’ d’Italia, 15/f – 90144 – Palermo (PA)
ABI 08952
CAB 04600

BCC di Altofonte Scrl
Viale Regione Siciliana, 480/482 – 90100 – Palermo (PA)
ABI 08341
CAB 04601

La prossima manovra colpirà la casa, ecco come!

Era sul tavolo nei giorni in cui si scriveva il maxi-emendamento alla manovra di Ferragosto, e presto potrebbe essere riaperto. Per ora non si registrano dichiarazioni ufficiali, ma ci sono diversi indizi – come si direbbe in tribunale – gravi, precisi e concordanti. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, nei giorni scorsi i tecnici hanno iniziato a valutare l’impatto di una rivalutazione delle rendite catastali. Un capitolo che si aggiunge al possibile anticipo dell’Imu già dal 2012, al taglio dei bonus e all’ipotesi di una patrimoniale.
Certo, l’azione di governo si concentra in questi giorni sullo sviluppo, che è la priorità per il Paese. Ma il rischio che il pressing dei mercati richieda ulteriori sforzi sul fronte fiscale non è remoto, anzi. Ecco perché il dibattito sulle possibili correzioni non è mai finito, neppure dopo che la Camera – mercoledì scorso – ha votato la conversione in legge del Dl 138/2011.
In primo piano ci sono gli stessi temi che si rincorrono già da qualche settimana, in una sorta di manovra permanente: la stretta sulle pensioni di anzianità, la valorizzazione del patrimonio pubblico e il condono fiscale, magari abbinato a quello edilizio. Accanto a queste ipotesi, però, ce ne sono altre che potrebbero colpire direttamente gli immobili.
Il sonno dei Comuni e la scorciatoia dei rincari
Dagli uffici dell’agenzia del Territorio e da via XX Settembre non arriva alcuna conferma ufficiale, ma il piano-rendite è stato esaminato, quanto meno a livello di fattibilità. Oggi le rendite vengono alzate del 5% a fini Ici in virtù della vecchia legge del primo Governo Prodi (la 662/1996) e domani potrebbero essere aumentate, ad esempio, del 10 o del 15%, o magari essere soggette a una correzione differenziata per categorie di immobili.
D’altra parte, se l’esigenza fosse quella di recuperare gettito per ragioni di cassa, un ritocco delle rendite catastali porterebbe all’erario soldi freschi e subito. Quanti? Un bilocale in una grande città italiana, con una rendita di 732 euro all’anno, passerebbe da 512 a 561 euro di Ici all’anno (ipotizzando un’aliquota al 7 per mille e una rivalutazione del 15%). A livello globale, partendo dalle ultime statistiche pubblicate dal Territorio – e sempre tenendo ferma l’esenzione per l’abitazione principale – si può stimare che un incremento della rivalutazione dal 5% al 10% valga circa 500 milioni di Ici in più all’anno, che diventano 950 se si sale al 15 per cento. Somme alle quali vanno aggiunti i maggiori introiti dell’imposta di registro sui trasferimenti immobiliari e il maggior gettito dell’Irpef sulle seconde case sfitte.
La partita delle rendite catastali si intreccia con quella di un possibile avvio anticipato dell’Imu, la nuova imposta municipale, che partirebbe dal 2012 anziché dal 2014 (si veda anche la pagina precedente). A rigor di logica, Imu e rendite non dovrebbero andare a braccetto, perché aumentare l’aliquota è un po’ come alzare il valore su cui la si applica. Ma si potrebbero fare entrambe le cose per lasciare più margini d’azione ai sindaci, che già hanno contestato come «troppo basso» il 7,6 per mille dell’Imu. In un caso e nell’altro, comunque, si tratterebbe di operazioni che agiscono senza toccare le tariffe d’estimo, cioè i valori in base ai quali vengono calcolate le rendite catastali. Operazioni tecnicamente semplici, dunque, che però non farebbero giustizia delle sperequazioni della fiscalità immobiliare, che si trascinano da anni.
In mezzo a tante ipotesi un punto fermo c’è, ed è il riordino delle agevolazioni. Il gruppo degli esperti guidato da Vieri Ceriani ha censito finora 479 tax expenditures nazionali, classificandole in base alla loro funzione (e dunque alla loro importanza). Il risultato è che nessuno dei bonus principali legati alla casa figura nel nocciolo duro degli incentivi intoccabili. E quindi, anche se la valutazione finale sarà puramente politica, è probabile che vengano limate – o tagliate – una o più delle agevolazioni dettate per la casa: le detrazioni del 36% e del 55% (peraltro in scadenza a fine anno), le imposte ridotte sugli acquisti di prime case, lo sconto sugli interessi del mutuo, la cedolare secca sugli affitti, le deduzioni forfettarie sui canoni di locazione. Nella lista c’è anche l’esenzione Ici sull’abitazione principale, ma qui il discorso si fa più complesso, perché Silvio Berlusconi ne ha fatto una bandiera politica fin dal duello tv con Romano Prodi del 2006.
Tutte queste agevolazioni pesano per poco più di 13 miliardi sui 164 conteggiati dai tecnici. Non bisogna dimenticare, però, che i bonus intoccabili valgono 72 miliardi e che l’Iva ridotta al 10% e al 4% incide per circa 27 miliardi. A conti fatti, quindi, le voci effettivamente tagliabili sono meno di quel che sembrano.
La manovra di Ferragosto fissa obiettivi chiari – 4 miliardi di risparmi nel 2012 e 20 a regime nell’anno seguente – che dovranno essere raggiunti con la riforma fiscale o, in mancanza, con un taglio lineare spalmato su tutti i bonus. In un modo o nell’altro, gli immobili sono già nell’agenda del

Era sul tavolo nei giorni in cui si scriveva il maxi-emendamento alla manovra di Ferragosto, e presto potrebbe essere riaperto. Per ora non si registrano dichiarazioni ufficiali, ma ci sono diversi indizi – come si direbbe in tribunale – gravi, precisi e concordanti. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, nei giorni scorsi i tecnici hanno iniziato a valutare l’impatto di una rivalutazione delle rendite catastali. Un capitolo che si aggiunge al possibile anticipo dell’Imu già dal 2012, al taglio dei bonus e all’ipotesi di una patrimoniale.
Certo, l’azione di governo si concentra in questi giorni sullo sviluppo, che è la priorità per il Paese. Ma il rischio che il pressing dei mercati richieda ulteriori sforzi sul fronte fiscale non è remoto, anzi. Ecco perché il dibattito sulle possibili correzioni non è mai finito, neppure dopo che la Camera – mercoledì scorso – ha votato la conversione in legge del Dl 138/2011.In primo piano ci sono gli stessi temi che si rincorrono già da qualche settimana, in una sorta di manovra permanente: la stretta sulle pensioni di anzianità, la valorizzazione del patrimonio pubblico e il condono fiscale, magari abbinato a quello edilizio. Accanto a queste ipotesi, però, ce ne sono altre che potrebbero colpire direttamente gli immobili.
GRAFICII capitoli del dossier casa
ARTICOLI CORRELATIIl sonno dei Comuni e la scorciatoia dei rincariDagli uffici dell’agenzia del Territorio e da via XX Settembre non arriva alcuna conferma ufficiale, ma il piano-rendite è stato esaminato, quanto meno a livello di fattibilità. Oggi le rendite vengono alzate del 5% a fini Ici in virtù della vecchia legge del primo Governo Prodi (la 662/1996) e domani potrebbero essere aumentate, ad esempio, del 10 o del 15%, o magari essere soggette a una correzione differenziata per categorie di immobili.
D’altra parte, se l’esigenza fosse quella di recuperare gettito per ragioni di cassa, un ritocco delle rendite catastali porterebbe all’erario soldi freschi e subito. Quanti? Un bilocale in una grande città italiana, con una rendita di 732 euro all’anno, passerebbe da 512 a 561 euro di Ici all’anno (ipotizzando un’aliquota al 7 per mille e una rivalutazione del 15%). A livello globale, partendo dalle ultime statistiche pubblicate dal Territorio – e sempre tenendo ferma l’esenzione per l’abitazione principale – si può stimare che un incremento della rivalutazione dal 5% al 10% valga circa 500 milioni di Ici in più all’anno, che diventano 950 se si sale al 15 per cento. Somme alle quali vanno aggiunti i maggiori introiti dell’imposta di registro sui trasferimenti immobiliari e il maggior gettito dell’Irpef sulle seconde case sfitte.
La partita delle rendite catastali si intreccia con quella di un possibile avvio anticipato dell’Imu, la nuova imposta municipale, che partirebbe dal 2012 anziché dal 2014 (si veda anche la pagina precedente). A rigor di logica, Imu e rendite non dovrebbero andare a braccetto, perché aumentare l’aliquota è un po’ come alzare il valore su cui la si applica. Ma si potrebbero fare entrambe le cose per lasciare più margini d’azione ai sindaci, che già hanno contestato come «troppo basso» il 7,6 per mille dell’Imu. In un caso e nell’altro, comunque, si tratterebbe di operazioni che agiscono senza toccare le tariffe d’estimo, cioè i valori in base ai quali vengono calcolate le rendite catastali. Operazioni tecnicamente semplici, dunque, che però non farebbero giustizia delle sperequazioni della fiscalità immobiliare, che si trascinano da anni.
In mezzo a tante ipotesi un punto fermo c’è, ed è il riordino delle agevolazioni. Il gruppo degli esperti guidato da Vieri Ceriani ha censito finora 479 tax expenditures nazionali, classificandole in base alla loro funzione (e dunque alla loro importanza). Il risultato è che nessuno dei bonus principali legati alla casa figura nel nocciolo duro degli incentivi intoccabili. E quindi, anche se la valutazione finale sarà puramente politica, è probabile che vengano limate – o tagliate – una o più delle agevolazioni dettate per la casa: le detrazioni del 36% e del 55% (peraltro in scadenza a fine anno), le imposte ridotte sugli acquisti di prime case, lo sconto sugli interessi del mutuo, la cedolare secca sugli affitti, le deduzioni forfettarie sui canoni di locazione. Nella lista c’è anche l’esenzione Ici sull’abitazione principale, ma qui il discorso si fa più complesso, perché Silvio Berlusconi ne ha fatto una bandiera politica fin dal duello tv con Romano Prodi del 2006.
Tutte queste agevolazioni pesano per poco più di 13 miliardi sui 164 conteggiati dai tecnici. Non bisogna dimenticare, però, che i bonus intoccabili valgono 72 miliardi e che l’Iva ridotta al 10% e al 4% incide per circa 27 miliardi. A conti fatti, quindi, le voci effettivamente tagliabili sono meno di quel che sembrano.
La manovra di Ferragosto fissa obiettivi chiari – 4 miliardi di risparmi nel 2012 e 20 a regime nell’anno seguente – che dovranno essere raggiunti con la riforma fiscale o, in mancanza, con un taglio lineare spalmato su tutti i bonus. In un modo o nell’altro, gli immobili sono già nell’agenda del

Banche a Palermo: calcolo preventivo online rata mutuo e prestito

Ecco l’elenco delle filiali Banche a Palermo con indirizzo, ABI e CAB. Se volete calcolare il preventivo per un prestito o un mutuo ecco il link

Irfis SPA
Via Giovanni Bonanno, 47 – 90143 – Palermo (PA)
ABI 10648
CAB 04600

Banca Popolare Sant’Angelo Scrl
Via Riccardo Wagner, 4 – 90139 – Palermo (PA)
ABI 05772
CAB 04613

Artigiancassa SPA
Via Roma, 299 – 90133 – Palermo (PA)
ABI 10681
CAB 04600

Iccrea Banca SPA Istituto Centrale del Credito Cooperativo
Via Regione Siciliana Nord Ovest, 7275/d – 90146 – Palermo (PA)
ABI 08000
CAB 04600

Banca Popolare di Lodi Scrl
Via Mariano Stabile, 125 – 90139 – Palermo (PA)
ABI 05164
CAB 04600

Banca Popolare Commercio e Industria SPA
Via Notarbartolo, 6 – 90141 – Palermo (PA)
ABI 05048
CAB 04601

Banca Euromobiliare SPA
Piazza Vittorio Veneto, 1/c – 90143 – Palermo (PA)
ABI 03250
CAB 04600

Deutsche Bank SPA
Via Della Liberta’, 169 – 90143 – Palermo (PA)
ABI 03104
CAB 04600

Banca Agrileasing SPA
Viale Regione Siciliana, 7275 – 90146 – Palermo (PA)
ABI 03123
CAB 04600

Finconsumo Banca SPA
Via Giacomo Leopardi, 3-7 – 90144 – Palermo (PA)
ABI 03191
CAB 04600

Banca Fideuram SPA
Via Della Liberta’, 185/187 – 90143 – Palermo (PA)
ABI 03296
CAB 04600

Standard & Poor’s

Il calvario continua: Standard and Poor, a sorpresa, nella notte, ha diminuito di un punto il voto al debito italiano: siamo scesi da A+ ad A.

Il rating è un giudizio in grado di sintetizzare la situazione finanziaria di qualsiasi Paese, impresa, istituzione finanziaria, emissioni di titoli. Il rating non è un indicatore stazionario, ma in continua evoluzione e quindi deve essere periodicamente monitorato. Viene espresso tramite un voto, in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da richiedere all’azienda .I rating sono periodicamente pubblicati da agenzie specializzate, principalmente Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings.

Unipol Banca a Palermo: calcolo preventivo online rata mutuo e prestito

Ecco l’elenco delle filiali Unipol a Palermo con indirizzo, ABI e CAB. Se volete calcolare il preventivo per un prestito o un mutuo ecco il link

Unipol Banca SPA
Via Emerico Amari, 96 – 90139 – Palermo (PA)
ABI 03127
CAB 04600

Unipol Banca SPA
Viale Agrigento, 8 – 90141 – Palermo (PA)
ABI 03127
CAB 04601

Unipol Banca SPA
Via Roma, 52/54/56 – 90133 – Palermo (PA)
ABI 03127
CAB 04607